A/B test
Anche: B test
Confronto tra due versioni (una pagina, un annuncio, un'email) mostrate a gruppi simili di persone per capire quale funziona meglio. Serve un numero sufficiente di visite e un solo cambiamento alla volta.
Guide di Marketing
Sigle, metriche e concetti del marketing spiegati in modo semplice, con esempi pensati per le PMI. Liberi e gratuiti, senza registrazione.
Anche: B test
Confronto tra due versioni (una pagina, un annuncio, un'email) mostrate a gruppi simili di persone per capire quale funziona meglio. Serve un numero sufficiente di visite e un solo cambiamento alla volta.
Uno strumento di intelligenza artificiale a cui si affida un compito preciso (bozze di testi, risposte standard, report). Va indicato nel team come le altre risorse, con chi lo gestisce e chi controlla il risultato.
Anche: AI, intelligenza artificiale
Software che impara da grandi quantità di dati e produce testi, immagini o analisi. Nel marketing accelera le bozze e le analisi, ma ogni risultato va controllato da una persona.
Anche: AIO, AI Overviews
I riassunti generati dall'intelligenza artificiale che Google mostra in cima ai risultati di ricerca, con i link alle fonti citate. Essere tra le fonti porta visibilità anche senza essere primi.
I primi incontri o le chiamate fissate con potenziali clienti. Sono il passaggio tra un contatto interessato e una trattativa vera.
Il criterio con cui si assegna il merito di una vendita ai canali incontrati dal cliente (primo contatto, ultimo contatto, ripartizione lineare o basata sui dati).
Il check-up dell'attività di marketing: si guardano dati, sito, canali, concorrenti e organizzazione per capire cosa funziona, cosa no e da dove partire.
Il livello di conoscenza del marchio o del prodotto nel pubblico. È la fase in cui si mira a farsi notare, prima ancora di vendere.
Un link da un altro sito verso il tuo. Se arriva da siti autorevoli e pertinenti è un segnale di fiducia per i motori di ricerca.
Un annuncio grafico (immagine o animazione) mostrato su siti e app. Serve soprattutto a farsi notare o a riprendere chi ha già visitato il sito, meno a chiudere una vendita diretta.
Un valore di riferimento (di settore, dei concorrenti o dei tuoi periodi precedenti) con cui confrontare i risultati. Va usato con prudenza: ogni azienda ha un contesto diverso.
Anche: Bounce rate, tasso di rimbalzo
Quota di sessioni che finiscono senza interazioni significative. In Google Analytics 4 è l'opposto del tasso di engagement.
L'insieme di nome, logo, stile, toni e valori che rende riconoscibile un'azienda in ogni punto di contatto.
Il documento o il colloquio iniziale in cui il cliente racconta l'attività, gli obiettivi, i vincoli e ciò che si aspetta. Più è preciso, più il lavoro parte nella direzione giusta.
Il programma con cui si naviga in internet (Chrome, Safari, Edge, Firefox). Il browser usato può cambiare come appare il sito e quali dati di navigazione si possono misurare.
Una tela in nove blocchi che descrive come un'azienda crea, consegna e incassa valore: clienti, proposta di valore, canali, relazioni, ricavi, risorse, attività, partner e costi.
Anche: personas
Il ritratto semplificato del cliente ideale: chi è, cosa cerca, quali dubbi ha, dove si informa. Aiuta a scegliere messaggi e canali.
Anche: CAC, costo di acquisizione cliente
Quanto costa in media acquisire un nuovo cliente: costi di marketing e vendita del periodo divisi per i nuovi clienti del periodo.
Anche: Call to action, CTA
L'invito all'azione di una pagina, di un annuncio o di un'email: «Prenota una call», «Scarica la guida», «Acquista ora».
Il gruppo a cui appartiene una visita in base a come la persona è arrivata al sito: ricerca su Google, social, email, un altro sito, un assistente AI come ChatGPT, oppure diretto (indirizzo digitato o salvato tra i preferiti).
Anche: Capacità, ore disponibili
Quante ore una persona può dedicare davvero al marketing. Il piano non deve richiedere più ore di quelle disponibili, altrimenti le attività restano ferme.
Anche: Chi fa cosa, RACI
La mappa delle responsabilità: per ogni attività chi la fa (responsabile), chi la supporta, chi la approva e chi va informato. Evita attività senza padrone.
Anche: churn
La quota di clienti (o abbonati) persi in un periodo rispetto a quelli presenti all'inizio. Complementare alla retention.
Il tempo che passa dal primo contatto alla firma. Si misura meglio con la mediana, perché pochi casi molto lunghi alzano la media.
Le visite al sito che arrivano dai risultati non a pagamento dei motori di ricerca. Si leggono in Search Console insieme a impression e posizione media.
Le persone che, da un post o un annuncio, hanno cliccato il link verso il sito. Misurano la capacità del contenuto di portare traffico.
Anche: Click-through rate, CTR
Click diviso impression: la percentuale di persone che, vedendo un annuncio o un risultato di ricerca, cliccano.
I diretti vendono la stessa cosa alle stesse persone; gli indiretti risolvono lo stesso problema in un altro modo (o non lo risolvono e il cliente rinuncia).
Sessioni di confronto con un consulente dello studio per dare priorità al marketing e iniziare a lavorarci, senza l'audit e il piano completi. Si acquista a sessione singola o in pacchetto.
Creare contenuti utili (articoli, guide, video, newsletter) per attirare e accompagnare le persone verso una scelta, senza limitarsi a pubblicizzare.
Anche: Conversion rate, tasso di conversione
Conversioni diviso visite (o sessioni, o utenti, secondo la definizione scelta) per cento. Indica quanta parte del traffico raggiunge l'obiettivo.
Anche: conversioni
Un'azione importante per l'azienda compiuta da un visitatore: acquisto, richiesta di contatto, iscrizione, prenotazione. Va definita prima di misurarla.
Anche: banner dei cookie
Piccoli file salvati nel browser che permettono di riconoscere una visita, ricordare le scelte o misurare il traffico. Quelli non necessari richiedono il consenso dell'utente (banner dei cookie).
Anche: coorti
Un gruppo di persone accomunate da qualcosa, di solito il periodo in cui sono diventate clienti. Seguire una coorte nel tempo mostra quanti restano, riacquistano o smettono.
Anche: Copertura, reach
Il numero di persone diverse che hanno visto almeno una volta un contenuto o un annuncio. A differenza delle impression, ogni persona conta una sola volta.
Anche: CPA, costo per acquisizione
Spesa pubblicitaria divisa per il numero di conversioni ottenute (acquisti, lead, prenotazioni).
Anche: CPC, costo per clic
Quanto si paga in media per ogni clic su un annuncio: spesa divisa per i clic.
Anche: CPL, costo per lead
Spesa divisa per il numero di contatti ottenuti. Ha senso confrontarlo con la qualità dei lead, non solo con il numero.
Anche: CPM, costo per mille impression
Il costo di mille visualizzazioni di un annuncio. Utile per confrontare il costo della visibilità tra canali.
Anche: customer relationship management
Customer Relationship Management: lo strumento (e il metodo) per registrare contatti, trattative e storia dei rapporti con clienti e potenziali clienti.
Anche: CRO, ottimizzazione del tasso di conversione
Il lavoro continuo per aumentare la quota di visitatori che compie l'azione desiderata, tramite analisi, test e miglioramenti di pagine e percorsi.
Il percorso che una persona compie dal primo contatto con l'azienda fino all'acquisto e oltre, attraverso più canali e momenti.
Chi chiede di non ricevere più le email. Il tasso di disiscrizione (disiscritti divisi per email consegnate) segnala se frequenza e contenuti sono adatti.
Le email che hanno raggiunto la casella del destinatario (inviate meno quelle respinte). Un tasso di consegna basso indica problemi di indirizzi o di reputazione.
Il livello di interazione del pubblico con i contenuti: reazioni, commenti, condivisioni, salvataggi, tempo di lettura.
Anche: Evento chiave, conversione in GA4
In GA4 un evento segnato come importante per l'attività (invio modulo, acquisto, prenotazione, chiamata). Gli eventi chiave sono le conversioni del sito.
L'importo delle vendite in un periodo. Nelle analisi si confronta con lo stesso periodo dell'anno prima, per tenere conto della stagionalità.
Il parere dei clienti su prodotto, servizio o comunicazione, raccolto con domande, recensioni o conversazioni. È la fonte più diretta per capire cosa migliorare.
Anche: follow up
Il messaggio o la telefonata successivi a un primo contatto, per non lasciare cadere una richiesta. Molte vendite si perdono non perché il cliente rifiuta, ma perché nessuno lo ricontatta.
Le persone che seguono un profilo e vedono i suoi contenuti. Contano la crescita nel tempo e la qualità (chi interagisce), più del numero assoluto.
Anche: funnel, imbuto
La rappresentazione a fasi del percorso di acquisto: a ogni passaggio una parte delle persone si perde. Si misura il tasso di passaggio tra una fase e l'altra.
Anche: GA4, Google Analytics 4
Lo strumento di Google che misura come le persone usano sito e app, basato su eventi. Fornisce sessioni, utenti, conversioni e canali di provenienza.
Anche: GEO, Generative Engine Optimization
Il lavoro per essere citati nelle risposte generate dall'intelligenza artificiale (ChatGPT, Perplexity, Gemini). Si basa su contenuti chiari e verificabili, dati strutturati, coerenza del marchio e recensioni.
La piattaforma pubblicitaria di Google: gli annunci compaiono nei risultati di ricerca, su YouTube e su siti partner. Si paga in genere per ogni clic (CPC) e si può misurare il ritorno.
La scheda gratuita dell'attività su Google (Ricerca e Maps): orari, contatti, recensioni, foto. Fondamentale per chi lavora sul territorio.
Anche: ICE, punteggio ICE, punteggio di priorità
Un modo semplice per ordinare le azioni: si dà un voto da 1 a 10 a impatto atteso, fiducia nella stima e facilità di realizzazione, e si fa la media. Più è alto, prima conviene agire.
Anche: impressioni
Il numero di volte in cui un annuncio o un contenuto viene mostrato, anche se nessuno lo clicca.
Ciò che una persona vuole davvero quando cerca qualcosa: informarsi, confrontare, acquistare o trovare un luogo. Guida la scelta dei contenuti.
Le azioni del pubblico su un contenuto: reazioni, commenti, condivisioni, salvataggi, clic. Sono la base per calcolare il tasso di engagement.
La fascia di valori entro cui, con una certa probabilità (di solito 95%), si trova il valore reale di un tasso. Più i dati sono pochi, più la fascia è ampia.
Le persone che hanno acconsentito a ricevere le email. È un patrimonio dell'azienda: si misura la crescita netta (nuove iscrizioni meno disiscrizioni).
Anche: keyword, parole chiave, parola chiave
Il termine o la frase che le persone digitano nei motori di ricerca. La ricerca delle keyword serve a capire cosa cercano i potenziali clienti.
Key Performance Indicator: l'indicatore scelto per misurare il raggiungimento di un obiettivo. Pochi, chiari, con un valore di partenza e un traguardo.
Anche: landing
La pagina di atterraggio progettata per un obiettivo preciso (ad esempio una campagna): un messaggio, un'azione, poche distrazioni.
Un contatto interessato che ha lasciato i propri dati o ha chiesto informazioni: un potenziale cliente da seguire.
L'accompagnamento di un lead con contenuti e messaggi utili nel tempo, finché è pronto a decidere.
Un punteggio che stima quanto un lead è pronto o adatto all'acquisto, in base a caratteristiche e comportamenti.
Anche: LTV, customer lifetime value
Il valore che un cliente porta nel tempo, di solito ricavo o margine cumulato. Permette di capire quanto conviene spendere per acquisirlo.
Messaggi e azioni che partono da soli in base a ciò che la persona fa (iscrizione, carrello abbandonato, acquisto).
Anche: Marketing mix
Le quattro leve classiche: prodotto, prezzo, distribuzione (place) e promozione. Il marketing efficace le coordina.
Un sito che riunisce i prodotti di molti venditori (come Amazon o Etsy). Porta visibilità e clienti, ma in cambio di commissioni e con meno controllo sul rapporto con chi compra.
La prima videochiamata con lo studio, dopo il questionario (brief): serve a capire obiettivi e ostacoli e a decidere insieme se e da dove partire. Non è a pagamento.
La piattaforma pubblicitaria di Facebook e Instagram: permette di scegliere il pubblico per interessi, zona e comportamenti, e di mostrare immagini, video e storie.
Il breve testo che descrive una pagina nei risultati di Google. Non alza da solo la posizione, ma influenza i clic.
Un'email periodica inviata a chi ha dato il consenso a riceverla: novità, consigli, offerte. È uno dei canali più economici per restare in contatto con clienti e potenziali clienti.
Le persone che visitano il sito per la prima volta (secondo il dispositivo o il browser). Indicano quanto il sito attira pubblico nuovo rispetto a chi già lo conosce.
Anche: Open rate, tasso di apertura
Percentuale di email aperte sul totale consegnato. Le protezioni della privacy possono gonfiarlo: meglio guardarlo insieme ai clic.
Il numero medio di pagine viste in una visita. Valori più alti indicano percorsi esplorati, ma non sempre è meglio: dipende dall'obiettivo del sito.
Il documento che dice dove si vuole arrivare (obiettivi misurabili), come (strategia e azioni), con chi e con quali risorse, quando e con quale budget, e come si verificano i risultati.
Il calendario dei contenuti da pubblicare (post, articoli, newsletter, video): cosa, dove, quando e chi lo prepara. Nella piattaforma include anche le scadenze del piano, i report e gli incontri.
Anche: pipeline
L'elenco delle trattative aperte, divise per fase (nuovo lead, brief, qualifica, meet, proposta). La pipeline ponderata moltiplica il valore di ciascuna per la probabilità di chiusura della sua fase.
Anche: Pixel, tag
Un frammento di codice inserito nel sito che comunica a uno strumento (Meta, Google) cosa fanno i visitatori. Richiede il consenso dove previsto dalla legge.
Il posto che l'azienda occupa nella mente dei clienti rispetto ai concorrenti: perché sceglierla e per cosa è riconosciuta.
La posizione media del sito nei risultati di Google per le ricerche in cui compare. La prima pagina va dalla 1 alla 10.
Le richieste confermate di un servizio (camera, tavolo, visita). Se arrivano dal sito o dal telefono senza intermediari sono prenotazioni dirette, senza commissioni.
Anche: query
Le parole che una persona scrive (o dice) in un motore di ricerca. Conoscere le query reali dei clienti aiuta a scrivere pagine che rispondono a ciò che cercano davvero.
La parte del mercato che un'azienda si è conquistata, in valore o in clienti. Serve a capire quanto spazio c'è per crescere.
Numero di recensioni e voto medio che i clienti lasciano su Google e sulle altre piattaforme. Influenzano la scelta e la posizione sulle mappe.
Un breve video verticale (in genere sotto il minuto) pubblicato su Instagram o Facebook. I social lo mostrano anche a chi non ti segue, quindi è utile per farsi conoscere.
Il sito da cui arriva un visitatore, quello su cui ha cliccato il link. Serve a capire quali siti, social o motori di ricerca portano traffico.
Il rinnovo dell'immagine o del sito di un'attività (grafica, testi, struttura) senza ripartire da zero. Ha senso quando ciò che si vede non rappresenta più ciò che si offre.
Anche: Retargeting, remarketing
Annunci mostrati a chi ha già visitato il sito o interagito con l'azienda, per riportarlo verso la conversione.
Anche: retention, fidelizzazione
La capacità di mantenere i clienti nel tempo: quota di clienti che restano o che riacquistano in un periodo.
Le persone che, dalla scheda Google dell'attività, hanno chiesto il percorso per raggiungerla. Per chi lavora sul territorio sono un forte segnale di visita.
La sequenza delle azioni del piano sul calendario, con date di inizio e fine: mostra cosa si fa prima, cosa dopo e cosa si sovrappone.
Return on Ad Spend: ricavi attribuiti alla pubblicità diviso la spesa pubblicitaria. Un ROAS di 4 significa 4 € di ricavi per ogni euro speso, prima dei costi del prodotto.
Return on Investment: (guadagno − costo) diviso costo. A differenza del ROAS tiene conto di tutti i costi, non solo della pubblicità.
La differenza tra il risultato ottenuto e quello previsto per lo stesso periodo. Non è una colpa: segnala dove intervenire.
Anche: SEA, SEM
Pubblicità a pagamento nei motori di ricerca (SEA), spesso inclusa nel più ampio SEM: l'annuncio compare quando qualcuno cerca una determinata parola chiave.
Lo strumento gratuito di Google che mostra come il sito appare nelle ricerche: impression, clic, posizione media, pagine e query.
Modello che divide il pubblico in quattro momenti: chi non ti conosce (See), chi valuta (Think), chi è pronto a comprare (Do) e chi è già cliente (Care).
Anche: segmenti
Dividere il pubblico in gruppi con caratteristiche o bisogni simili, per parlare a ciascuno in modo più pertinente.
Search Engine Optimization: il lavoro per far comparire un sito tra i risultati naturali (non a pagamento) dei motori di ricerca.
La pagina dei risultati di un motore di ricerca. Contiene risultati naturali, annunci, mappe e altri riquadri.
Anche: sessioni
Una visita al sito: l'insieme delle interazioni di una persona in un intervallo di tempo. Una persona può fare più sessioni.
Le prove che altre persone si sono fidate: recensioni, casi, numeri di clienti, certificazioni. Riducono il dubbio di chi sta per decidere.
Quanto si spende in annunci in un periodo. Va sempre letta insieme ai risultati (conversioni, ricavi) per calcolare costo per acquisizione e ritorno.
Le variazioni che si ripetono ogni anno negli stessi periodi (saldi, estate, feste). Per questo si confronta con lo stesso periodo dell'anno prima.
Una griglia di quattro riquadri: punti di forza e di debolezza (dentro l'azienda), opportunità e minacce (fuori). Serve a riassumere la situazione prima di decidere cosa fare.
Anche: Tasso di chiusura, win rate
La quota di trattative concluse che finiscono con una vendita: vinte diviso vinte più perse.
Il tempo in cui il sito è stato davvero in primo piano nel browser durante la visita. È più affidabile del vecchio tempo sulla pagina.
Il modo in cui un marchio parla: registro (formale o amichevole), parole da usare e da evitare. Rende coerenti tutti i testi, anche quando li scrivono persone diverse.
Ogni punto di contatto tra cliente e azienda: annuncio, sito, email, social, telefonata, negozio.
Anche: upselling, cross-selling, cross selling
Upselling: proporre una versione più completa di ciò che il cliente sta comprando. Cross-selling: proporre un prodotto complementare.
Anche: USP, proposta unica di vendita
Ciò che ti distingue in modo concreto e verificabile dalle alternative. Non è uno slogan: è un fatto che il cliente può controllare.
Parametri aggiunti a un link (sorgente, mezzo, campagna) che permettono di sapere da quale iniziativa arrivano le visite negli strumenti di analisi.
Il valore in euro attribuito alle conversioni ottenute (ricavi degli ordini o valore stimato di un contatto). Diviso per la spesa dà il ROAS.
Quanto porta in media ogni cliente in un periodo (fatturato diviso numero di clienti). Aiuta a decidere quanto conviene spendere per acquisirne di nuovi.
La promessa di valore: quale problema risolvi, per chi e perché sei diverso dalle alternative. È la base dei messaggi.
Una visita in cui la persona ha fatto qualcosa oltre ad aprire una pagina: ha visto almeno due pagine, è rimasta almeno 10 secondi o ha compiuto un'azione come chiamare o scaricare un file. È l'opposto della visita «rimbalzata».
Una persona che visita il sito, contata una volta nel periodo. Senza cookie non si può sapere con certezza che sia la stessa persona di ieri, quindi il numero è una stima prudente.
Quante volte le persone hanno aperto il profilo dopo aver visto un contenuto. È un segnale di interesse verso il marchio, prima ancora del follow o del contatto.
Quante volte le pagine del sito sono state caricate, anche più volte dalla stessa persona. Divise per le sessioni indicano quante pagine si guardano in una visita.
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